Rassegna cinematografica


Lo spettatore comodamente seduto nel buio della sala sarà chiamato a percorrere, a piedi, le strade del mondo: grazie al potere evocatorio del cinema e in virtù del suo processo primario di identificazione, potrà avventurarsi sugli impervi sentieri del Kurdistan in compagnia di maestri d'altri tempi o di un esule alla disperata ricerca del fratello, inoltrarsi nell'interminabile e piatta distesa della puzsta ungherese, accompagnare i pastori nomadi tibetani nel loro viaggio verso i laghi salati o un indio aymara nel suo percorso di espiazione sull’altopiano andino, stupirsi con un monaco certosino che in India e in Indonesia scopre per la prima volta il mondo, attraversare a piedi nudi il deserto australiano in compagnia di tre ragazze aborigene in fuga da un istituto segregazionistico, errare con un americano senza soldi nella canicola agostana di Parigi o con il padre e il figlio di Ladri di biciclette nei quartieri popolari della Roma del dopoguerra, condividere le esperienze nomadi dei Tuareg ma anche quelle dei loro emuli occidentali, penetrare nella zona proibita della conoscenza con due intellettuali russi guidati da uno «stalker», giocare con un serioso yakuza e un bambino di nove anni sulle strade del Giappone, «camminare il cammino» con Robert Kramer e i suoi personaggi in un insolito paesaggio europeo, ballare il tip tap con i divi del cinema americano.
Quando al cinema si cammina, è il cinema stesso che diventa nomade, che esce dagli studi e attraversa le frontiere, quelle della mente prima ancora che quelle politiche. Camminano i personaggi, e con loro la macchina da presa, e con essa lo spettatore, poiché errare humanum est e un cinema che si vuole della realtà non può non tenerne conto. Inevitabilmente in secondo piano passano le mete e le motivazioni, per privilegiare l'atto dell'andare con i piedi e con la testa: sicuramente la prima possibilità offerta all'umanità, e forse l'ultima che rimane a questo punto dell'evoluzione, per cercare di capire se stessi e il mondo.

 
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17.09.03
Sito: Alessio Tutino